Pillole di vita di una adolescente

Questa è la mia storia ma potrebbe essere quella di chiunque altro.

Scelte
Ho sempre deciso di testa mia. I miei genitori mi hanno sempre mostrato i pro e i contro, mi hanno sempre consigliato, ma la scelta è sempre sta mia. Scegliere non è sempre stato facile, ma quando hai un sogno, la scelta si fa più chiara. Io ho un sogno. Scrivere per far emozionare gli altri, scrivere per fa vivere avventure agli altri, scrivere per far sognare  e far scappare dalla realtà. A volte le persone hanno bisogno di scappare dalla vita quotidiana, che può sembrare un rifugio o una condanna. Il routine può tranquillizzare o annoiare le persone. Il mio sogno è fare qualcosa che abbia a che fare con lo scrivere.
Sceneggiature, romanzi, articoli, racconti. Non importa che cosa.
In questo momento sto scrivendo una cosa e lo sto facendo leggere a una mia amica. E' una persona giusta con cui condividere un sogno.
Il mio sogno può sembrare un po' irrealizzabile per me. Nei temi sono molto restrittiva, mentre invece dovrei lasciarmi andare. Lasciare che la penna scriva.
I miei genitori non sanno proprio tutto sul mio sogno. Per scrivere devo aspettare che loro se ne vadano.
Non capirebbero ciò che scrivo, non è il loro genere.
Purtroppo ho confidato il mio sogno alla persona sbagliata. Questa persona l'ha detto a tutti. Di questo non m'importa. Non importa che alcune persone dicano che il mio sogno sia irrealizzabile, non importa che alcuno persone non credano che io ce la possa fare. L'importante è che sia io a non credere a queste cose.


Amicizie
Per una che ha poche amicizie non è molto facile stringerne di nuove. Ho sempre odiato l'estate, e non per il caldo, per le zanzare, ma perché tu sei l'unica che rimane in città mentre tutti gli altri vanno in vacanza. E odio ancor di più che le medie siano finite e che l'anno prossimo andremo in scuole diverse e non ci sarà più il tempo di chiacchierare.
Ho sempre pensato negativamente che prima o poi le amicizie finiscono, per la lontananza o perché si fanno nuove amicizie. Ma capita che anche quando si è vicini, anche quando ci si sente ogni giorno, si rischia di litigare e di far finire amicizie che fino a qualche giorno prima potevano essere indistruttibili. Come la mia con alcune persone. Ora vedo le cose in maniera più distaccata e posso dire che le amicizie finiscono perché la persona che ritenevi tua amica non ha mai tenuto alla tua amicizia, perché quella persona improvvisamente cambia o si rivela per quello che è realmente, ti delude, oppure perché quando tu hai bisogno, quella persona non c'è. Si scoprono le vere amicizie quando hai bisogno. Ed è triste pensando a quanti momenti hai aiutato quella persona, tutte le volte che ha chiamato perché aveva bisogno di aiuto e ci sei stata per lei, e quando sei tu che hai bisogno, quella persona non c'è. Forse quella persona dovrebbe rendersi conto che anche noi abbiamo dei sentimenti, non possiamo essere invincibili, anche noi possiamo aver bisogno di aiuto. 
Se soffriamo perché abbiamo perso un amico, è per il semplice motivo che ci tenevamo, che pensavamo che lui fosse diverso in mezzo alla mischia. Almeno, questo è quello che pensano gli adolescenti che tendono a chiudersi in sé stessi, che vengono definiti "sfigati" perché sono diversi dagli altri. Ma quella diversità li rende unici. Noi soffriamo perché quella persona non ci giudicava. 
Finisce un'amicizia perché si decide di farlo consapevolmente o inconsapevolmente, o tu o il tuo amico. 
Finisce un'amicizia perché col tempo ci si allontana. E succede inconsapevolmente. 
Ma tutto questo può non succedere se ci si impegna a far crescere un'amicizia. Una volta lessi che l'amicizia è come un castello di sabbia:si fatica a costruirla e ci vuole un attimo a distruggerla. 
Riguardo alle amicizie false, secondo me nascono perché, se siamo ragazzi soli, isolati dalla società, tendiamo ad aggrapparci a una speranza. Non è colpa di questi ragazzi se si aggrappano, perché è stata la società a trasformarli in persone insicure di se stesse, a non fidarsi degli altri a seguito delle amicizie false appunto. 
I veri amici esistono, solo che bisogna riuscire a distinguerli nella folla.


I momenti della mia vita in cui sono stata arrabbiata
I momenti della mia vita in cui sono stata arrabbiata? Infiniti. E sono aumentati molto da quando sono entrata alle medie. E, per la maggior parte delle volte, ho risposto con la testa che esplodeva e che reclamava aiuto o pietà o i vigili del fuoco, ho risposto strillando, ho pianto perché non sapevo come reagire, oppure ho cercato di ignorare la soluzione invano, perché come fare quando la persona che più ti fa arrabbiare, la devi vedere ogni santo giorno a scuola, e niente ti può salvare se non due settimane di malattia?Ripeto, da quando sono entrata alle medie, è esploso il secondo Big Bang. Momenti di rabbia incrementati. Come quando, qualche settimana fa, tornando da sport, ho chiuso in faccia PER SBAGLIO la porta alla Campionessa di pallavolo numero uno, e lei ha continuato a rinfacciarmelo, sostenuta dalla Pettegola. E dire che eravamo amiche e lei continua a dire che lo siamo ancora e poi prende l'occasione per... Okay, calmiamo gli animi. Ricordare questi momenti mi fa scaldare. Torniamo alla Campionessa e alla Pettegola. A un certo punto, dato che non ce la facevo più, ho strillato (e ultimamente strillare mi viene naturale, tanto che, se fossi nata nel 1820, avrei fatto stravendere i giornali!): "Non l'ho fatto apposta!"Per un momento ho sentito la gloria invadere il mio cuore, vedendo che quelle due si erano zittite e mi guardavano con gli occhi spalancati (evidentemente stupite dal fatto che, in una persona così all'apparenza tranquilla, che subisce senza rispondere, ci fosse questo talento ignoto). Sensazione che è durata qualche secondo e che è svanita quando la Campionessa mi ha imitato mentre strillavo. Tra l'altro, una PESSIMA imitazione. Ma questo è niente in confronto a ciò che è successo l'anno scorso. Questa volta durante l'ora di sport. La palestra è come un'arena. Persone che si sfidano, che vincono e che perdono. Come protagoniste la sottoscritta e la Campionessa di Pallavolo numero 1. Stavamo giocando a pallavolo e la Campionessa stava rincorrendo una palla. Io l'ho fermata e gliel'ho lanciata nel verso opposto (lo so, gesto crudele, ma quante volte i suoi amici l'hanno fatto a me?). Mi sono girata e ho continuato a giocare, quando ... Il Grido di Edvard Munch
O qualcosa che gli somigliava con un significato decisamente diverso. E, con mio orrore, chi aveva urlato era proprio la Campionessa. Cos'era successo? La ragazza stava inseguendo la palla che le avevo rilanciato ed era andata a sbattere contro il muro che stava tra lei e la palla. Risultato? A lei un mal di collo, a me una marea di insulti usciti dalla bocca di Paperino de' Paperoni. Come ho reagito? Innanzitutto, ammetto la mia parte di colpa, ma anche la Campionessa poteva stare attenta al muro. Ho cercato di ignorare quegli insulti, che quel giorno hanno ferito più di qualsiasi altro muro. Cos'ha detto la Pettegola? Se l'è meritato?! Se si riferisce a un fatto successo qualche mese prima, no. La Campionessa, nonostante tutto, non se l'è meritato. E dire che adesso la Pettegola ADORA la Campionessa! Però torniamo agli insulti di Paperino de' Paperoni. Anzi, parliamo di lui. Sono stata arrabbiata molte volte, ma in questo modo, MAI. E continuo ad esserlo. Si crede onnipotente, crede che il mondo sia suo, che possa fare quello che vuole, tratta gli altri come gli pare e piace. Sono arrabbiata perché io devo farmi un mazzo per essere promossa e lui viene promosso non facendo niente durante tutte le lezioni. No, qualcosa lo fa: disturba, chiacchiera.  Com'è possibile? Neanche le "dolci" paroline che una madre gli ha detto sbraitando l'hanno fatto tacere? Se non avesse segatura al posto del cervello, magari smetterebbe di disturbare le lezioni. Ma questo non dipende solo da lui, ma anche dai professori che non si fanno rispettare, perché la scuola non insegna soltanto la matematica o l'analisi del periodo, ma anche il rispetto, cosa che si dovrebbe insegnare fin da piccoli.


Noi adolescenti
Spesso litigo con i miei genitori, per cose stupide.
Per esempio, litigo quasi ogni giorno con mio padre perché sto sempre al cellulare o al computer. Litigo con mia madre per qualsiasi cosa, ma poi facciamo pace perché ci vogliamo bene. Ecco, noi adolescenti possiamo litigare con i nostri genitori, ma sappiamo che ci capiranno sempre e che, anche se potranno essere duri all'inizio, ci perdoneranno SEMPRE.
Quando si è adolescenti, si vuole avere più libertà, si vuole uscire con gli amici quando si vuole. C'è un sentimento di ribellione in tutti. E, lo ammetto, anche io in questo periodo sono un po' ribella. Anche se non lo sembro. Sono una ragazza che si potrebbe definire "secchiona" anche se non è vero. Sì, studio e prendo quasi sempre voti alti(i voti bassi li prendo per i crolli), non esco mai di casa(anche se invece esco solo che vado in posti in cui gli altri non ci vanno, tipo la biblioteca o un il mio angolo di oasi), è vero  che sto sempre al pc o al cellulare ma perché mi tengo in contatto con i pochi amici che mi sono fatta tramite skype, what's app e viber e per scrivere post nei miei blog.

Amore? Ancora non incontrato. Certo, perché tutti i ragazzi guardano come sei, se sei bella, ti trucchi ecc. ecc. ti degnano di molti sguardi; invece, se sei naturale, carina o diventano solo tuoi amici oppure ti ignorano. Anche se molte mie compagne hanno già avuto i fidanzati e il loro primo bacio, io non seguo la loro linea. Ci sarà tutto il tempo. Arriverà un ragazzo che riuscirà a scoprire chi sono veramente e che non si fermerà solo all'apparenza. Spero che esista una persona così, perché non intendo iniziare a truccarmi soltanto per avere qualche ragazzo, no.


La mia adolescenza è appena cominciata e non so dirvi molto... forse potreste leggere la mia vita nei racconti che posto sul blog Giovani scrittori . Io scrivo la mia vita nei racconti. Alcuni racconti li ho sognati.
Mi piace aiutare gli altri con i miei post o farli divertire, emozionare. Da grande mi piacerebbe diventare una scrittrice o una giornalista e spero di essere sulla linea giusta per diventarlo.
Posterò argomenti interessanti che riguardano tutti, sia genitori che adolescenti. Posterò inoltre le miei esperienze personali, divertenti e tragiche.
Spero di non annoiarvi troppo
L'adolescente blogger




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Vorrei sapere le vostre opinioni sopra i contenuti dei post. Che ne pensate, se vi è mai capitato ciò che gli articoli descrivono, se siete adolescenti che situazione vivete o vedete intorno a voi. Vorrei sapere com'è o com'è stata la vostra adolescenza.