lunedì 1 luglio 2013

Vorrei solo vivere in eterno, per poterti amare tutto quel tempo...♥

Ho chiesto a un'altra ragazza, ex autolesionista, di raccontarmi la sua storia. Potrete vedere i suoi post su +vorrei solo vivere in eterno, per poterti amare tutto quel tempo...♥


Ehm..ok... è la prima volta che lo spiego a qualcuno nei dettagli...cercherò di essere il più chiara possibile, anche se i ricordi sono confusi e nitidi allo stesso tempo...
(ecco, mi tremano le mani).
Bene, sono Jessica e ho 14 anni.
Forse devo raccontare fin dall'asilo la mia storia..
Ero una bambina come tutte le altre, forse perché all'asilo si è amici di tutti, e si è più spontanei perché non si ha il bisogno di fingere, non c'è un modello da seguire, non esistono il giusto e lo sbagliato...gli altri bambini mi accettavano perché a quell'età si è molto innocenti, e non si isola nessuno.
Comunque ero abbastanza normale.
Poi sono venute le elementari, e tutto è precipitato.
Dalla prima ho avuto un problema al naso, infatti tutto l'anno, dall'estate all'inverno, soffrivo di raffreddore.
ero molto ingenua, e non capivo che gli altri mi prendevano in giro per questo, perché dovevo sempre soffiarmi il naso.
Fin qui la questione è accettabile, insomma, tutti veniamo presi in giro per qualcosa.
In seconda sono venuta a sapere di questo nomignolo molto offensivo che non ho davvero nessun desiderio di citare, fa troppo male quello, ed è molto imbarazzante.
Per il mio problema venivo presa in giro in modo decisamente esagerato. ho imparato a rispondere alle offese, e sono diventata abbastanza acida con tutti.
Venivo sempre esclusa dai giochi. Sempre.
Se provavo ad avvicinarmi mi davano il ruolo della malata che doveva starsene ferma in un angolo e non fare niente.
Da allora non so se furono loro a isolarmi, o se lo feci io.
Forse entrambi, fatto sta che mi ritrovai sola.
Senza amici, e venivo ancora presa in giro pesantemente.
Non ho mai subito bullismo fisico, ma tutti, perfino i più piccoli di me, mi trattavano male e ferivano in tutti i modi possibili.
Ho iniziato a parlare da sola, poiché non avevo nessun genere di compagnia, ne a scuola ne a casa.
parlavo con me stessa nel cortile, mi raccontavo come mi sentivo inopportuna, e inadatta. mi sfogavo ad alta voce, immaginando che ci fosse qualcuno ad ascoltarmi.
Fui molto stupida, perché non era più una questione di problema fisico, cominciarono a chiamarmi matta.
Si lo so, è colpa mia, me la sono andata a cercare.
Cominciarono a criticarmi, sia alle spalle che in faccia, dicendomi che il mio posto era il manicomio.
venivo ovviamente insultata anche con: brutta, cessa, e persino ''state lontani da Jessica, o vi attacca tutti i suoi germi'' oppure ''non voglio diventare matto come Jessica''.
Faceva male.
La mia scuola elementare era molto grande, e con parecchi bambini, e le maestre, forse perché impegnate, o forse perché semplicemente non gliene fregava niente, non intervenivano.
In terza elementare, stufa di tutto, cambiai scuola.
Inizialmente sembrò andare bene, e mi trovai delle amiche. ero meno nervosa e acida.
Poi però, dopo un anno, un bambino cominciò a chiamarmi con lo stesso nomignolo offensivo dell'altra scuola, probabilmente per rapporti tra lui e i miei vecchi ''amici''.
La notizia della mia impopolarità si diffuse.
Mi restò solo un'amica, una vera.
Non potei cambiare scuola di nuovo perché i miei non lo considerarono opportuno.
Mentre io soffrivo come prima.
Tornai antipatica e asociale.
Alle medie, nemmeno il primo anno mi lasciarono in pace.
Ormai ero quella presa di mira.
Ricevevo insulti e prese in giro. e se ne aggiunsero altre, tantissime. tutte le critiche che si possono fare a una ragazza.
Più di una volta mi fecero dei bruttissimi scherzi, che potrei definire cattivi. non avevo neanche la forza di reagire.
Non l'ho mai fatto.
E quindi le pressioni si intensificarono, perché ero quella ''facile da prendere per il culo'', a causa della mia ingenuità e del fatto che non rispondevo.
Sono arrivata in terza, che ancora non mi tagliavo.
Mi dicevo che tutto sarebbe finito, cercavo di autoconvincermi che era tutto di passaggio.
Poi arrivò lui.
Quel ragazzo che mi fece credere di nuovo nella speranza...ma fu un'illusione brevissima.
Infatti lui lo scoprì, lo disse alla sua fidanzata, e insieme mi umiliarono diverse volte.
Scherzavano col mio amore, ne approfittavano.
Poi tutti cominciarono a calmarsi per un periodo.
Pensavo mi avessero lasciato perdere, una volta per tutte. 
Beh, una sera mi arrivò un messaggio su what's app.
Era una registrazione vocale, mandata proprio dal ragazzo che mi piaceva.
Fu probabilmente la sera che piansi di più nella mia vita.
Mi insultarono come non l'avevano mai fatto, mettendoci in mezzo parole come ''muori'' o ''crepa che ci fai un piacere a tutti''.
''liberaci della tua tortura''.
Non era un semplice scherzo.
anche su facebook mi insultavano. mi rovinavano pubblicamente.
Attraversai un minuto di depressione profonda.
Pensai perfino al suicidio.
lo progettai, in tutti i minimi dettagli, ma persino io non potevo arrivare a tanto.. sul punto di accoltellarmi quella notte non ci riuscii. ma il dolore c'era.. scavava dentro di me..era una voragine...
Persi la testa.
Andai in bagno a l'una di notte, e presi dal cassetto una cosa a caso..non mi importava cosa...purché fosse tagliente.
Mi capitò una lametta.
Me la passai sul palmo della mano senza neanche guardare, avevo la vista troppo offuscata. non potei neanche urlare perché tutti stavano dormendo, e fu una cosa terribile.
Passai il resto della notte a pulire il sangue colato sul pavimento.
Il giorno dopo andai a scuola con le occhiaie e una felpa che mi copriva la mani, e nessuno si accorse delle ferite.
Poi però scoprii i tagli arrossati. la lametta era arrugginita e mi fece infezione.
Feci del mio meglio per risolvere la situazione da sola..cercai su internet come fare...
Nascosi tutto per mesi.
Ora ho solo tre cicatrici sul palmo, però c'è ancora dolore dentro di me.
Ho aperto la mia pagina, e sfogandomi allevio un po' tutti i pensieri...


Se avete commenti intelligenti da fare potete postare, se invece dovete mettere commenti che possono ferire, vi sconsiglio di postarli.

5 commenti:

  1. ciao magari non ti può interessare quello che ti dico ma spero che ti possa aiutare ad andare avanti con un po più di felicità. Le seguenti sono parole di fabio volo in cui io credo molto e stai sicura che non servono gli amici per essere felice perchè poi loro se ne vanno e ti lasciano solo ricordi che sono duri da cancellare per poter andare avanti. Scusami se ti ho intrattenuta un po troppo,ora ti scrivo quelle cose. Buona lettura :)
    E crescendo impari che la felicità non e' quella delle grandi cose.
    Non e' quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne vittoriosi...
    la felicità non e' quella che affannosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,. ..
    non e' quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...
    la felicità non e' quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.

    Crescendo impari che la felicità e' fatta di cose piccole ma preziose...
    ...e impari che il profumo del caffè al mattino e' un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.

    E impari che la felicità e' fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
    e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

    E impari che l'amore e' fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
    e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

    E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
    E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

    E impari che tenere in braccio un bimbo e' una deliziosa felicità.
    E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
    E impari che c'e' felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'e' qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

    E impari che nonostante le tue difese,
    nonostante il tuo volere o il tuo destino,
    in ogni gabbiano che vola c'e' nel cuore un piccolo-grande
    Jonathan Livingston.
    E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità.

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  2. Ciao grazie per le bellissime parole. Non sono io l'autolesionista. Farò vedere queste parole alle ragazze che mi hanno raccontato le loro storie

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  3. grazie di tutto quello che mi hai fatto leggere mi ha aiutato molto a cambiare e spero che le mie parole aiutino anche loro. Poi fammi sapere :)

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  4. Grazie a te. Le tue parole le hanno un po' sollevate. Una ragazza vuole sapere da quale libro di Fabio Volo hai preso le parole. Grazie ancora.

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  5. non so se è un libro so solo che ha fatto un video con queste parole si chiama la felicità di fabio volo dille di cercarlo su you tube quando lo sentirà avrà i brividi come li ho avut io :) grazie a te per aver fatto da intermediaria :)

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Vorrei sapere le vostre opinioni sopra i contenuti dei post. Che ne pensate, se vi è mai capitato ciò che gli articoli descrivono, se siete adolescenti che situazione vivete o vedete intorno a voi. Vorrei sapere com'è o com'è stata la vostra adolescenza.