sabato 6 luglio 2013

Ma Internet ci rende stupidi?

Neurologi e psicologi mettono in guardia dai pericoli legati al bombardamento di informazioni cui siamo sottoposti.

Nicholas Carr, lo studioso americano che tempo fa aveva lanciato il primo allarme con l'articolo Google ci sta facendo diventare stupidi?, è sempre più convinto di avere ragione. A suo avviso, nell'arco di pochi anni saremo tutti superficiali, incapaci di concentrarci per più di qualche minuto o di distinguere un'informazione importante da quelle irrilevanti.
E ora Nicholas Carr non è più solo: decine di scienziati in tutto il mondo condividono le sue conclusioni. L'uso di Internet e degli altri potenti strumenti di comunicazione che teniamo in tasca sta modificando i neuroni del nostro cervello, sempre pronti ad adattarsi a nuove situazioni. "E' come se la tecnologia stesse riprogrammando le nostre menti" ha confermato al New York Times Nora Volkow, una delle più importanti esperte del sistema nervoso centrale. La massa di informazioni in arrivo attraverso il Web, il telefono, le e-mail sta cambiando non solo il modo con il quale ci informiamo, ma anche quello di pensare e di reagire.
Gli stimoli che riceviamo ormai senza interruzione provocano il rilascio di dopamina nel cervello, esattamente come fa il cibo: e la dopamina crea dipendenza, e la sua assenza provoca una sensazione di vuoto e di noia. Sarà forse per questo che molte persone non riescono a tenere a bada quella voce inconscia che continua a ripetere di controllare le e-mail o gli sms, anche mentre si sta parlando con altri o si sta partecipando a una riunione. Quando ci svegliamo al mattino, le prime attenzioni vanno alle informazioni arrivate nella notte sul telefonino e solo una crisi di astinenza può spiegare le inutili telefonate che si fanno appena si scende da un aereo.
"Il Web" ha rilevato Nicholas Carr sul Financial Times "non ci incoraggia mai a fermarci, ci tiene in uno stato continuo di movimento:" Il cervello si adatta a queste ripetute distrazioni trasformandoci in pensatori superficiali, sempre più incapaci di concentrarci, di leggere un testo lungo o di connettere le informazioni che riceviamo. Carr cita il filosofo Seneca, ricordando che essere dovunque "come ci consente di fare Internet equivale a non essere in nessuno luogo".
Molti ricercatori ritengono che sia troppo presto per preoccuparsi: le modifiche causate dalla tecnologia al nostro cervello non sono diverse o più gravi di quelle che si sono verificate nel corso dell'evoluzione. Ma uno dei più grandi scienziati contemporanei, l'astrofisico Stephen Hawking, è convinto che gli esseri umani siano entrati in una nuova fase evolutiva e non esclude che i sistemi di comunicazione del futuro generino alla fine una nuova specie umana.
Potrebbe anche essere una specie migliore, almeno per certi aspetti. La psicologa Patricia Greenfield ha ricordato su Science che ogni mezzo di comunicazione sviluppa nuove capacità cognitive a spese di altre. "Stare molte ore al computer, anche per un videogioco, migliora la nostra intelligenza spaziovirtuale e ci abitua a seguire più segnali simultaneamente." La nuova specie avrà dunque caratteristiche più vicine a quelle dei computer e sarà dotata di un "pensiero automatico" che reagirà agli eventi senza riflettere troppo a lungo. Ovviamente, il problema non è Internet, visto che i vantaggi che ha portato all'umanità sono largamente superiori ai marginali danni che finora ha causato. Come sempre, è l'uso che se ne fa a rendere le cose buone o cattive. Nicholas Carr suggerisce di imparare a liberarsi ogni tanto dalla dipendenza, riconquistare tempo e spazio, di riprendere in mano più spesso quello che è stato per secoli il funzionale supporto del pensiero profondo: la vecchia carta di libri e giornali.
(V.Sabadin, in "La Stampa", 10 giugno 2010)

Se ci fosse un blackout, TUTTE le tecnologie non funzionano, voi che fareste? Rispondete nei commenti.


Nessun commento:

Posta un commento

Vorrei sapere le vostre opinioni sopra i contenuti dei post. Che ne pensate, se vi è mai capitato ciò che gli articoli descrivono, se siete adolescenti che situazione vivete o vedete intorno a voi. Vorrei sapere com'è o com'è stata la vostra adolescenza.