venerdì 28 giugno 2013

Quei ragazzi ipnotizzati da Facebook





Il binomio Facebook adolescenti è "inossidabile". Complici anche i nuovi telefonini, sempre collegati alla Rete e con tariffa detta flat. E gli "Internet caffè", locali con un collegamento a basso costo. Chiacchierano con gli amici e se ne fanno di nuovi, diffondono fotografie, raccontano i loro umori. Connessi per ore, incuranti di quello che sta loro intorno.
Tutto questo scatena negli adulti una grande preoccupazione. Perché può rappresentare un pericolo.
I rischi dei social network
Facebook, Twitter, Linkedin. E ancora Messenger, Myspace, Badoo. "Il Web è una finestra aperta al mondo intero. E deve essere usato in maniera corretta" avvisa Elisabetta Scala, responsabile dell'osservatorio media del Moige (Movimento italiano genitori). Per prima cosa "non si devono mai divulgare dati personali. Dettagli sulla propria vita". Proprio per sensibilizzare gli adolescenti, l'associazione ha ideato alcune pubblicità progresso. "Sono passate in televisione. E abbiamo appeso cartelloni in metropolitana. Perché per adescare i giovani su Internet basta un click. I ragazzi devono sapere a che cosa possono andare incontro."
Ma non sempre sono così sprovveduti, assicura Antonio Apruzzese a capo della Polizia postale. "Non dimentichiamoci che questi giovani sanno usare Internet meglio di chiunque altro. E sono a conoscenza dei problemi." Questo non toglie che ci siano dei rischi. "Anche legati al cyberbullismo, cioè al bullo virtuale." Ma intanto la Polizia postale fa la sua parte. E nei primi sei mesi del 2010 ha già arrestato 100 persone per reati sul Web. Effettuato 3211 denunce, di cui 475 legate ai social network. "Poi abbiamo monitorato oltre 200 siti in tutta Italia." Anche i genitori, però devono capire di dover fare la loro parte. E costruire un dialogo su questi temi.
Serve prevenzione
L'occhio virtuale della polizia non può arrivare ovunque. "E  gli adulti difficilmente sanno usare il computer così bene da poter scoprire tutto quello che fanno i ragazzi" sottolinea Apruzzese. Dunque ci sono piccoli accorgimenti. "Innanzitutto mai lasciare i più piccoli a navigare da soli" spiega Luca Bernardo, primario della struttura di Pediatria e dell'area adolescenza all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano. Questo vuol dire mettere il pc in una zona ben visibile della casa. "Così da poterli tenere sempre sotto controllo." Per gli adolescenti questo non funziona. "Vogliono il loro spazio" quindi bisogna parlare con loro. "Spiegare che non si può raccontare tutto su Facebook. L relazioni vanno preservate e sono preziose. E che non si possono tralasciare i rapporti per un mondo virtuale fatto di affetti che non sono reali." Ma non solo. Secondo lo psicologo Fulvio Scaparro, sarebbe utile "ogni volta che succede un fatto di cronaca legato al social network, commentarlo insieme. Portando esempi di fatti reali si aumenta la sensibilità."
I consigli per "uso sano"
L'importante, sottolineano tutti, è quello di limitare l'uso di Internet.
Attenzione, però, vietare non è la via giusta. Come in tutte le cose, sono necessarie delle regole. Tre quarti d'ora ogni sera sono più che sufficienti. Ma non solo, grazie ai service  si possono vietare gli accessi ai siti pericolosi. Per un utilizzo responsabile e consapevole, si potrebbe lasciare a loro l'onere della connessione. E se per caso i ragazzi "sgarrano", ecco che parte la punizione: si toglie il computer per alcuni giorni.
(B.Argentieri, in "Corriere della Sera",26 luglio 2010,rid.)

La campagna informativa

La campagna informativa "Non cadere nella Rete!" nasce dalla collaborazione tra il Moige e la Polizia postale e delle comunicazioni - Ministero dell'Interno, con il sostegno si Symantec e il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico.

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