mercoledì 26 giugno 2013

La mia storia:autolesionismo

Tra tutti i problemi che ho postato e che posterò in futuro, un problema di cui io sapevo ma che non avevo in certo senso mai visto era l'autolesionismo.
C'è una ragazza che gestisce una pagina, +La mia storia: autolesionismo , che posta alcuni suoi pensieri. Questa ragazza si autolesiona, vede nero, pensa che la depressione non passerà mai. Ha solo 14 anni. Le ho chiesto se avrebbe potuto raccontarmi la sua storia. Non per far pubblicità a questo blog ma per dare una svegliata agli adulti. So che ci sono molti adolescenti allegri, ma nessuno si preoccupa per questi ragazzi autolesionisti. Non vorrei dire niente che potrebbe dare fastidio a +La mia storia: autolesionismo . Fate un favore:andate a guardare la sua pagina.

Ho 14 anni e la mia vita è un casino. Fin dall'asilo e dalle elementari venivo esclusa e presa in giro, nessuno mai mi aveva permesso di stare in sua compagnia,ogni volta che chiedevo qualcosa la risposta era la stessa ''no!''... mi hanno sempre fatta sentire sola,mi rifugiavo allora in quel solito angolino, da sola, ogni tanto piangevo... poi le elementari: vittima di bullismo (soprattutto verbale,ma più di una volta anche fisico)... mi chiamavano ''cicciona,brutta,stupida,fai schifo'' e con altri appellativi e offendevano anche la mia famiglia... le maestre naturalmente non dicevano nulla e se provavo a dire qualcosa,la colpa era mia secondo loro...
prima media: wow,avevo cambiato scuola e ora mi aspettava una nuova vita! avevo un unico sogno,dimostrare di essere intelligente e smentire le voci discriminatorie che già giravano su di me... per quell'anno ci riuscii... ma poi... subito,a partire dal secondo anno,ho iniziato a essere stanca,stanca di vivere,non mi impegnavo più in niente,non facevo più niente e la mia autostima risprofondò... in terza non era per nulla cambiata la situazione,o forse in realtà si,ero peggiorata:le mie uniche amiche mi avevano abbandonata e sostituita proprio nel momento in cui avevo bisogno di loro e il ragazzo che mi piaceva e la sua ragazza mi hanno solo sfruttata in quanto a loro serviva un posto sicuro e che non desse sospetti dove poter stare insieme da soli... io lo accontentavo perchè volevo fargli un favore,ma poi diventò dura sopportare il fatto d'avere loro due in camera mia ogni settimana che mi buttava fuori dalla mia stanza e che ogni volta che li disturbavo per avvisarli dell'ora o del fatto che stavo male mi mandavano affanculo... lui poi scoprì che mi piaceva,ma mi disse che io gli facevo letteralmente schifo e che non mi sopportava... inutile dire che l'odio verso me stessa era ormai al limite...  ho cominciato ad avere attacchi di ansia, mi isolavo chiudendomi in me stessa, piangevo ogni giorno, avevo talmente vergogna di me stessa che non volevo nemmeno più uscire di casa, la felicità era cosi lontana e fioca da sembrare impossibile da raggiungere... pensavo ogni giorno al suicidio,avevo già scritto la lettera ad una persona alla quale tenevo addirittura di più che a me stessa e che per fortuna mi fermò in tempo. In questo dov'era la mia famiglia? bhè,con mia madre non andavo e non vado tutt'ora d'accordo e litigo continuamente. mio padre ormai non lo vedo da mesi..lui non mi è mai stato vicino,anz​i , non è mai stato presente,t​ornata tardi dicendo che era stato via per lavoro (alcune volte era vero,altre era dalle sue ''amichette​''),se io volevo stare un po' con lui mi mandava via e continuava a litigare con mia mamma...dopo anni di litigi si sono separati (2008) perchè il loro rapporto era ormai inesistente da molto. Una settimana dopo lui mi ha presentato la prima compagna,ma che come le altre non è durata molto. Ora ne a trovata un'altra (che è la numero 4) con la quale io non sono andata mai d'accordo,e nemmeno con le sue due figlie. con questa ci ha fatto anche un figlio. Lui da sempre tutte le attenzioni​,l'affetto e i regali a loro e a me non mi cagava nemmeno,non vedeva neppure il mio disagio e il mio malessere. Poi abbiamo litigato per l'ennesima volta dove lui ha concluso con ''bene,se io non sono un padre per te,allora tu non sei più una figlia per me,non meriteresti nemmeno che io ti mantenga''. Entrambi i miei genitori poi mi hanno anche mandata da una psicologa su proposta della preside... questa esperienza è durata poco, ma non è servita a nulla se non ha farmi perdere ancor più fiducia nelle persone che mi circondano e mi ha condotta all'odio verso quella psicologa in particolare, che mi faceva sentire fuori luogo,a disagio,malata.. passavo tutta l'ora a piangere senza dire una parola. per fortuna ora non vado più là..
Comunque, adesso,sebbene spesso io sia ancora inconsolabile,abbia ancora momenti di ansia e un umore molto instabile... posso dire di aver trovato un barlume di positività in mezzo alla depressione:una persona. Lei si chiama S*******a, per me è la mia migliore amica ed è come una madre, oltre ad essere la mia insegnante. E' lei quella che si è presa più cura di me quest'anno, mi è rimasta vicina,mi ha ascoltata, mi calmava quando ero troppo agitata, mi dava una spalla su cui piangere, è quasi riuscita a farmi smettere di autolesionarmi e mi ha dato l'affetto e la fiducia che non ho mai ricevuto da nessuno... 
Tra poco però mi devo separare da lei... e ho paura di ricaderci...
Ah, dimenticavo, per le precisazioni, ho iniziato a tagliarmi verso la fine dell'anno scorso, all'inizio mi facevo del male premendo molto le unghie nel dorso della mano e graffiandomi con aghi, poco dopo però ero già passata alla tipica lametta che mi faceva sentire meglio...

Potresti dirmi che cosa pensi o provi quando stai per tagliarti?
Tagliarsi va oltre il semplice gesto di prendere una lametta e farla passare premendo sulla pelle, c'è molto altro dietro a questo, ci sono lacrime, tristezza, disperazione, desiderio di farla finita ma non voler provocare dispiaceri agli altri, voglia di distruggere il proprio corpo, odio verso se stessi...
tagliarmi mi faceva calmare, mi faceva sentire meglio... ma poi ha iniziato anche a farmi sentire in colpa per quello che facevo, a vergognarmi delle mie braccia... volevo distruggere quello che ero diventata, ma con calma, a poco a poco... il mio riflesso mi dava il voltastomaco, ero e sono ancora aggi in continuo disagio dentro il mio corpo che mi ha sempre provocato insulti e sofferenze...
più tempo passava e più vuoto sentivo dentro di me, è come essere privati da tutte le emozioni fuorchè della tristezza, una tristezza assoluto che però era talmente tanta da non essere più espressa normalmente, le lacrime ormai erano diventate le gocce di sangue che uscivano dai tagli... e ogni volta che mi succedeva qualcosa di psicologicamente doloroso, avevo bisogno di tirar fuori quello che avevo dentro autolesionandomi, mi aiutava a sfogarmi, a farmi ritornare un po' in me...
il dolore fisico distrae da quello che si ha dentro, dentro nella mente e nel cuore...

I tuoi genitori che mi sembrano un po' menefreghisti, la psicologa che ti tratta come sei fossi pazza, le persone che ti trattano come se fossi pazza.... hai qualcuno che ti aiuta, la tua migliore amica che secondo me è una persona meravigliosa che non ti vede come una persona strana ma come una persona normale con qualche problema ma normale. Io penso che tu sia normale. Il tagliarsi è come una tentazione e sembra che si risolvi qualcosa, ma invece ci si arrende. Io la penso così puoi dirmi che non sei d'accordo tranquillamente.
I tuoi genitori lo sanno che ti tagli o se ne fregano?Pensi che questa sarà la tua situazione per sempre o intendi cercare di smettere di sentire quelle cose che ti inducono ad autolesionarti?Le persone ti inducono a lesionarti dicendoti che sei pazza strana pericolosa, ma loro dovrebbero sapere che sono loro a essere pericolosi, perché ti inducono a tagliarti....Cerchi di non ascoltarle?
Sono anch'io d'accordo con il fatto che sia una soluzione orribilmente momentanea e non risolve effettivamente niente. credo che tutti gli autolesionisti lo sappiano, ma che ormai si lasciano vincere dall'autolesionismo che diventa una vera ''droga'' di cui poi non si riesce a fare a meno.
Per quanto riguarda i miei genitori, si, loro lo sanno a causa della scuola che li ha informati... mio padre mi ha fatto intendere in un attimo che non ero a posto ed è stato il primo a voler mandarmi dalla psicologa. mia mamma invece mi ha solo insultata pesantemente dicendo che quello che faccio io sono solo stronzate e che sono una deficiente disgraziata... nessuno dei due si è mai chiesto nemmeno il motivo per cui io lo facessi, loro pensano che la mia vita sia perfetta, sebbene non lo sia per me...
Personalmente, spero di non andare avanti così per tutta la vita, anche perché il giorno in cui avrò una famiglia mi vergognerei troppo se il mio compagno o i miei figlio mi chiedessero il perché dei tagli... le cicatrici invece, sinceramente voglio che rimangano, lo so, sembra stupido, ma per me le cicatrici sono un ricordo indelebile e se scomparissero per me sarebbe come essere privata di una parte di me stessa...
Ah, giusto, poi mi hai chiesto degli altri.. beh, per quanto le mie amiche più strette mi dicano continuamente di non ascoltarli, io non ci riesco, non ce la faccio davvero a fregarmene, forse perché sono convinta ormai che abbiano ragione dicendomi che il mio aspetto fisico è orrendo o forse per motivi che la mia mente non mi fa apparire chiari, ma sul serio, non penso riuscirò mai a dire loro in faccia ''vai a quel paese perché i tuoi insulti non mi fanno nulla!''...

Hai mai provato a dire ai tuoi genitori come ti senti? Penso che non sia stupido che vuoi che le cicatrici rimangano perché fanno parte della tua vita e sono testimonianza chee supererai l'autolesionismo...spero davvero con tutto il cuore che tu riesca a superarlo,davvero. Ma tu sei veramente come gli altri ti descrivono nel senso che sei brutta etc.oppure sei bella?Come pensi che si potrebbe risolvere l'autolesionismo?
Sì, ho provato a dire loro come mi sento, in particolare a mia mamma, ma niente, menefreghismo e freddezza assoluta...
io per me sono brutta, io mi vedo orribile, ripugnante, sebbene le mie amiche dicono che io sia carina... io mi faccio schifo da sola comunque, odio lo stesso il mio corpo in ogni suo centimetro...


Allora, se doveste avere pensieri del genere "E' un momento, passerà" o qualcos'altro che sia contro gli autolesionisti, mi faccia il favore di non scrivere niente. Piuttosto, se capite che è una cosa seria eccetera o avete gli stessi problemi o avete figli con questi problemi, commentate. 



13 commenti:

  1. Ci sono momenti in cui ti chiedi: perché?
    E così la tua testa comincia a vagare... vagare nell'infinito, senza una meta... e ti ritrovi al buio... incapace di reagire... incapace di andare avanti... non sai perché sei arrivato fin lì e ti chiedi, come farò a tornare alla realtà?
    Poi all'improvviso vedi una luce... lontana... piccola... insignificante, ma è l'unica cosa che hai e così la segui, pur non sapendo dove ti possa portare o che pericoli tu possa incontrare...
    La segui.... la segui... a volte per pochi minuti... a volte per interi giorni (anche se non si è mai sicuri di quanto tempo sia trascorso realmente).... però nonostante tutto alla fine raggiungi la luce.... vieni invaso da un calore indescrivibile e la mente ritorna nel tuo corpo.
    Col passare delle volte la luce appare sempre più tenue.... debole.... sempre più lontana... oppure non compare proprio... allora ci si comincia a preoccupare... ad allarmarsi.... si comincia a pensare: "Questa è la fine"...
    Questi pensieri ti accompagnano nel buio che diventa sempre più totale... ci si lascia andare... si prende la voglia di vivere... ma proprio quando tutto sembra più buio e senza uscita... ecco che il ricordo dei momenti di felicità ti rianimano.... ti incoraggiano.... diventano quella luce che da tanto stavi aspettando... quella luce che ti era mancata...
    E fino a qui tutto sembra come in una poesia.... o come il canticchiare degli uccellini a primavera.... ma se IO fossi al buio..... in questo momento potrebbe esserci anche il sole più luminescente dell'universo, ma io starei al buio! Starei al buio perché non ci sono più momenti felici da ricordare... starei al buio per non tornare ad un presente più buio di dove sono ora.... starei al buio perché troppe volte ho avuto il coraggio di riaccendere la luce contro la mia volontà e quella degli altri... basta!
    Ora sto qui... al buio!

    Voglio uscirne.... ma non ho più la forza.... spero che almeno tu ci riesca ;)

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    1. Ciao Silvia, mi dispiace molto :( trova la forza di continuare a vivere, davvero, trova un motivo che sia valido PER TE di accendere ancora la luce. Ricorda i momenti felici senza rimpianto, cerca qualcuno che possa amarti DAVVERO. Per qualsiasi cosa io ci sono.

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  2. allora..ciao siamo ragazze che abbiamo passato le tue stesse cose e le stiamo ancora passando, adesso non ti dico che passerà, perchè questo momento non passerà mai ma puoi solo abituarti alla tristezza e fare pensare agli altri che stai bene.
    Quindi,indossa il tuo più bel sorriso finto, e fingi di essere felice come facciamo noi, per non creare problemi ad altre persone, perchè se ne aprofittano solo di te. Non capiranno mai quello che stai provando, perchè loro non hanno mai provayo sulla loro pelle. Pensiamo che è inutile parlare perchè non capiranno.. e parlare ivanamente non serve a nulla. Quindi concludendo, anche se hai una tempesta dentro, noi la passiamo sfogandoci con quello che fai tu.
    Spero ti sia servito.
    Saluti, le tue nuove amiche A.... A.... A.....

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    1. Anch'io fin da piccola venivo esclusa perché ero di un anno più grande. Anche adesso è così, tutti mi odiano senza ragione.io per colpa di un ragazzo e delle persone ero diventa autolesionista,ma ora non lo sono più perché non voglio che qualcuno mi veda,così mi tengo tutto dentro.

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  3. Ciao, io sono autolesionista, anzi potrei dire anche ero perchè oggi è il quarto giorno che riesco a non tagliarmi. Io ho incominciato per aver litigato pesantemente con mia sorella con la quale avevo un rapporto stupendo, ma ormai non questo rapporto è scomparso. Ultimamente per me era diventata una droga, dovevo farlo, soprattutto per punirmi perchè mia sorella mi aveva convinta che la colpa di ciò che era successo era la mia, ora però con l'aiuto dei miei amici sono riuscita a fermarmi, almeno per quattro giorni e spero di non continuare. Per quanto riguarda i miei genitori, mia madre vede i tagli (ho tagli sul polso sinistro e su entrambe le caviglie) ma non dice niente, mio padre non credo che li abbia visti, poi c'è mia sorella che un paio di giorni fa mi fissava il braccio (o meglio i tagli) e neanche lei ha detto niente... sempre lei ha letto anche una conversazione con il mio migliore amico dove scrivevo che a breve mi sarei suicidata perchè non ce la facevo più a vivere così... la lama l'ho posata in un cassetto, ma riesco a non usarla, perchè penso che le persone che mi hanno portato ad autolesionarmi non si meritano i miei tagli e le mie sofferenze. Spero tantissimo che anche tu riuscirai ad uscire da questo tunnel orribile, anche perchè non serve a niente.. anzi, io più mi tagliavo più dovevo tagliarmi perchè dovevo punirmi per essermi tagliata...
    Ti ripeto che spero fermamente che riuscirai ad uscire da quest'orribile situazione
    Chiara

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  6. Anche io sono un autolesionista come te. Odio il mio corpo, quello che sono, quello che ho fatto, aver perso mia sorella, essere cresciuta in un un orfanotrofio. Come già ribadito, tagliarsi è esattamente imprimere, fortificare ogni dubbio, ogni dolore, ogni emozione negativa. Non posso neanche definirmi tale dato che ho fatto un tira e molla con i tagli. L'anno scorso avevo i tagli su ogni parte del corpo e mia madre, quella adottiva, era adirata per la sua immagine e mi ha fatto "disintossicare"ma io sono sempre stata ossessionata. Ultimamente però, a causa di un ragazzo ho sospeso e ora che lui ha preferito un' altra a me, il desiderio di tagliarmi mi sta opprimendo. Ogni taglio è un passo verso la tristezza ma, come fare a sfuggirci se questa soluzione è l' unica che di fronte a tanta tristezza ti da la forza per alzarti?
    scusate ma era un piccolo sfogo :-(

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  7. Anche io sono un autolesionista come te. Odio il mio corpo, quello che sono, quello che ho fatto, aver perso mia sorella, essere cresciuta in un un orfanotrofio. Come già ribadito, tagliarsi è esattamente imprimere, fortificare ogni dubbio, ogni dolore, ogni emozione negativa. Non posso neanche definirmi tale dato che ho fatto un tira e molla con i tagli. L'anno scorso avevo i tagli su ogni parte del corpo e mia madre, quella adottiva, era adirata per la sua immagine e mi ha fatto "disintossicare"ma io sono sempre stata ossessionata. Ultimamente però, a causa di un ragazzo ho sospeso e ora che lui ha preferito un' altra a me, il desiderio di tagliarmi mi sta opprimendo. Ogni taglio è un passo verso la tristezza ma, come fare a sfuggirci se questa soluzione è l' unica che di fronte a tanta tristezza ti da la forza per alzarti?
    scusate ma era un piccolo sfogo :-(

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  8. Hai appena raccontato la mia storia...Io odio la mia vita. Odio la mia schifo di vita. La mia fottutissima vita. Anch'io alle elementari non andavo d'accordo con nessuno. Anch'io alle medie venivo insultata, sgridata imbarazzata. Mi chiudevo a piangere nello sgabuzzino del bidello, ma appena mi scopriva chiamava i miei. I miei non mi capivano. E non mi capiscono a tutt'ora. Passo ogni schifo di giorno dopo l'altro, a deprimermi, a chiudermi in me stessa..........A tagliarmi. Fino a quando il mio cuore, smetterà di pompare quel sangue che esce dalle profonde ferite sui miei polsi. Mi taglierò, fino a quando il mio cuore si stuferà di tenermi in vita...

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    1. Cara Anima Dispersa, sono una mamma di 54 anni e tre mesi fa ho perso un figlio. Un ragazzo buono, servizievole ed amorevole. A causa di un amore malato ha finto di impiccarsi e purtroppo i è soffocato davvero. La vita va vissuta, la vita da' delle prove che sembrano insormontabili. Butta via gli oggetti che ti servono per farti del male e scrivimi......voglio darti una mano

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  9. sono anche io un autolesionista. Ho iniziato a tagliarmi un mese dopo che ho compiuto 18 anni. Mi sentivo uno schifo ero obesa....mi sentivo inutile. Prima di diventare obesa avevo solo qualche chiletto in più,ogni ragazzo che incontravo dicevano di piacergli cosi. Dopo 4 ragazzo che diceva di amarmi e poi l'ho scoperto il tradimento ho detto stop,ho iniziato a mangiare...il cibo era la mia vita. Dopo aver scoperto di come quella ferita,inflitta per errore con un rasoio, mi causava benessere e quel dolore/bruciore surclassava i brutti pensieri e quel vuoto dentro scompariva...ho inziato a tagliarmi con le lamette che mi madre compra per farsi il pedicure (ha tantissime scatoline ognuna ne contiene 20 tipo) ho continuato cosi per mesi fino ad Agosto quando mi scopri mia madre...iniziai a non mangiare, per protesta....e iniziai a dimagrire,durante il dimagrimento incontrai un ragazzo 14 anni piu grande di me...Non so cos avesse ma mi fidai...Sono tornata in forma,sono dimagrita e non ho pensato più a quelle lame....poi l'anno scorso...boom...mio padre muore per conseguenze di una malattia rara fino ad allora a noi sconosciuta...ed è iniziato il calvario ho iniziato prima solo per un paio di mesi qualche raglio a settimana,poi a novembre abbiamo scoperto di avere la stessa malattia di mio padre,poichè è genetica. Adesso a meno di due settimane dall'anniversario della morte di mio padre ho i bracci pieni di tagli,ho iniziato con le gambe...tre sono freschi freschi,ho litigato anche con il mio ragazzo(non sa dei tagli,sto camuffando per via del freddo e sulle gambe in genere li copro...con del fondotinta e cerco di farli meno profondi...) e credo che cerchero spazi vuoti sulle braccia....ho bisogno di vedere la pelle che si apre e quei puntini di sangue uscire dalle ferite che mi sono auto inflitta...fino a ad aumentare di densnita e vedere scorrere quel sangue fino al mio gomito...ne ho bisogno!!

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Vorrei sapere le vostre opinioni sopra i contenuti dei post. Che ne pensate, se vi è mai capitato ciò che gli articoli descrivono, se siete adolescenti che situazione vivete o vedete intorno a voi. Vorrei sapere com'è o com'è stata la vostra adolescenza.