sabato 1 giugno 2013

Bullismo al femminile:pericoloso perché agisce nell'ombra


Violenza, soprusi e aggressività non sono una prerogativa dei giovani maschi. Un bullo su sei è femmina, dicono le statistiche. "Una crudeltà meno vistosa, spesso più psicologica che fisica, ma diffusa" spiega Luca Bernardo, pediatra e direttore dell'Ambulatorio per il disagio degli adolescenti all'Ospedale Fatebenefratelli di Milano, ora autore di Il bullismo femminile(Cult editore). Dopo anni passati a studiare i comportamenti aggressivi dei giovanissimi il medico ha molto da dire sulle "ragazze che odiano le ragazze", come spiega il sottotitolo del suo libro.

"A differenza di quello che succede nelle bande maschili, la leader di un gruppo di ragazzine agisce dietro le quinte: più e potente, meno si fa notare".
Gli atti di violenza fisica compiuti sulla vittima sono opera delle bulle gregarie. "La più forte lavora nell'ombra per creare una cintura di insicurezza intorno alla "preda", che si ritrova isolata, schernita, trasformata in "mostro"."
Lo strumento più facile è il gossip: sulla vittima prescelta cominciano a circolare pettegolezzi feroci. Le ragazzine più deboli vengono letteralmente emarginate, isolate dal gruppo e calunniate con false voci. Nel libro vengono riportate non solo le denunce delle vittime ma anche i racconti-confessione delle bulle. "Mi piace fare queste cose" racconta Daniela "se riesco a comandare le altre ragazze, a far fare loro tutto ciò che desidero, significa che sono forte, mi sento potente". "Mi rendo conto che Luca sta male quando lo prendiamo in giro" racconta Nadia, seconda media "però noi ci divertiamo. Io obbligo qualche ragazzo a fargli gli scherzi, come andare da lui e dargli una sberla, prendere a calci il suo zaino." In ogni scuola accadono violenze di questo tipo.
"I dati allarmanti emersi dagli studi sul disagio adolescenziale" spiega Luca Bernardo nelle conclusioni del libro "non devono far pensare che siamo di fronte a un tunnel senza uscita, ma deve servire da monito per le famiglie, la scuola, le istituzioni e gli adolescenti stessi, Sappiamo che da leader negativi si può e si deve diventare leader positivi, trasformando quella forza aggressiva, che è spesso sintomo di un malessere profondo, in impegno e volontà di costruire un mondo migliore."
(In "Annabella",15 aprile 2010 e in "Il Giornale", 8 giugno 2010,rid.)
Riguardo al bullismo delle ragazze, commenta il seguente parere dello psichiatra Alessandro Meluzzi.
"Il bullismo delle ragazze è doppiamente scandaloso. In un primo luogo perché, come tutte le forme del bullismo, dimostra la brutalità della sopraffazione sul più fragile e sul più debole, sempre ingiustificata e insopportabile. In secondo luogo perché questo tipo di violenza pare contraddire un'aspettativa quasi naturale verso il femminile, anche se declinato in giovanissima età. Ci si aspetta cioè che le ragazze siano più attente dei maschi alle ragioni della tenerezza, dell'accoglienza e della non-violenza.
Le piccole bulle agiscono invece con fredda e lucida visione strategica che produce spesso piani inefficaci per il potere e il controllo sugli altri. E' proprio questa capacità tutta femminile di acquisire la leadership che arma il potente e fragile disperazione delle piccole bulle, spesso incattivite dalla solitudine di famiglie neppure in grado di capire il travaglio e il disagio di adolescenti inascoltate."
(in "Gente",rid.)



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